La gravidanza è un periodo di trasformazione profonda, durante il quale il corpo attraversa cambiamenti continui. Muoversi con regolarità può fare la differenza in termini di benessere fisico e mentale, ma è fondamentale farlo con consapevolezza e le giuste precauzioni. Restare attive non significa spingere al limite: significa prendersi cura di sé e del proprio bambino attraverso un movimento rispettoso e adattato.

In questa guida esploriamo come affrontare l’attività fisica trimestre per trimestre, quali esercizi preferire e quali evitare, e perché il dialogo con il proprio medico è sempre il primo passo.

I benefici del movimento durante la gravidanza

L’attività fisica moderata in gravidanza porta vantaggi documentati dalla ricerca scientifica. L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) raccomanda almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica a intensità moderata per le donne con una gravidanza fisiologica.

Tra i benefici più rilevanti troviamo:

Non si tratta di performance, ma di qualità della vita: sentirsi meglio nel proprio corpo in un periodo che può essere tanto meraviglioso quanto impegnativo.

Esercizi consigliati trimestre per trimestre

Ogni trimestre presenta esigenze diverse. Adattare l’allenamento al momento specifico della gravidanza è essenziale per garantire sicurezza e comfort.

Primo trimestre (settimane 1–12)

Se prima della gravidanza si praticava attività fisica regolare, in molti casi è possibile continuare con le stesse routine, riducendo l’intensità. Per chi parte da zero, è il momento ideale per introdurre camminate quotidiane di 20–30 minuti e yoga dolce.

Attenzione alla nausea e alla stanchezza tipiche di questo periodo: ascoltare il proprio corpo è la regola numero uno. Se un esercizio provoca disagio, è giusto fermarselo e passare a qualcosa di più leggero.

Secondo trimestre (settimane 13–27)

Per molte donne questo è il periodo più energico della gravidanza. Le attività consigliate includono camminata a passo sostenuto, nuoto, pilates prenatale e cyclette stazionaria. Il nuoto, in particolare, è un alleato prezioso perché il galleggiamento riduce il carico sulle articolazioni e offre una sensazione di leggerezza.

A partire dalla sedicesima settimana circa, è bene evitare gli esercizi in posizione supina prolungata: il peso dell’utero può comprimere la vena cava, riducendo il ritorno venoso.

Terzo trimestre (settimane 28–40)

Con l’aumentare del volume addominale, l’equilibrio cambia e i movimenti richiedono maggiore attenzione. Le camminate restano l’attività più semplice e sicura. Lo stretching dolce e gli esercizi di respirazione diventano particolarmente utili in preparazione al parto.

In questa fase è fondamentale ridurre l’impatto e la velocità, privilegiando movimenti fluidi e controllati.

Il pavimento pelvico: un alleato da non trascurare

Il pavimento pelvico è un gruppo di muscoli che sostiene gli organi pelvici e gioca un ruolo cruciale durante la gravidanza e il parto. Rafforzarlo è una delle cose più utili che si possano fare in qualsiasi trimestre.

Gli esercizi di Kegel sono i più conosciuti: consistono nel contrarre e rilassare i muscoli del perineo in serie ripetute. Bastano pochi minuti al giorno per ottenere risultati significativi in termini di prevenzione dell’incontinenza e preparazione al parto.

Anche il National Health Service (NHS) britannico sottolinea l’importanza degli esercizi per il pavimento pelvico durante tutta la gestazione e nel periodo post-partum.

Cosa evitare durante la gravidanza

Non tutte le attività fisiche sono adatte al periodo gestazionale. Ecco cosa è meglio escludere:

Quando fermarsi: i segnali da ascoltare

Anche durante un allenamento leggero, è importante riconoscere i segnali che indicano la necessità di interrompere immediatamente l’attività:

In presenza di uno qualsiasi di questi sintomi, interrompere l’esercizio e contattare il proprio medico è la scelta corretta.

Il consulto medico: sempre il primo passo

Ogni gravidanza è unica e porta con sé condizioni specifiche. Prima di iniziare o continuare qualsiasi attività fisica, è indispensabile consultare il proprio ginecologo o la propria ostetrica. Alcune condizioni — come la placenta previa, il rischio di parto prematuro o la preeclampsia — possono richiedere il riposo assoluto.

Il medico potrà indicare le attività più adatte in base allo stato di salute, alla settimana di gestazione e alla storia clinica individuale. Questo dialogo non è un ostacolo al movimento, ma la base per viverlo in piena sicurezza.

Una gravidanza attiva è una gravidanza più serena

Muoversi durante la gravidanza non è un lusso né un rischio: è una forma di cura. Le evidenze scientifiche mostrano chiaramente che un’attività fisica moderata e adattata migliora la qualità della vita della mamma e contribuisce a un ambiente più sano per il bambino.

L’importante è procedere con gradualità, ascoltare le sensazioni del corpo e non esitare a chiedere consiglio a un professionista. Per approfondire la preparazione al movimento dolce, scopri le nostre guide su yoga per principianti, i benefici del pilates e nutrizione sportiva: risorse pensate per accompagnarti in ogni fase del tuo percorso di benessere.